Aumenti a raffica

07.08.2021

Aumenti a raffica

Ma una vera inflazione c'e'?

Alla domanda di un cliente in un negozio di ricambi d'auto sul perche' un semplice articolo come un litro d'olio motore sia di colpo aumentato di 10 Kn, il gerente ha risposto:'' In un ottica di rincari come quella che stiamo vivendo in questo periodo e' logico che questi riguardino anche l'olio motore''.
La risposta certamente non ha entusiasmato il cliente, ma in ogni battuta c'e' un pizzico di verita'. La vera domanda che ci poniami, pero', e' perche' da noi i prezzi stanno subendo degli aumenti seppure in assenza di una qualche spirale inflatoria?
Passiamo alle bollette e compagnia
Un tanto vale per molti articoli come anche per le bollette di casa, anche se qui' vigono altre regole unilateralidei datori di servizi che i consumatori devono accettare. Dall' asporto dell'immondizia il cui nuovo prezzo in molte municipalita' e' praticamente triplicato, agli importi per le forniture d'acqua, dove molte volte consumi quasi nulli ci fanno sborsare importi maggiorati in base a imposte e calcoli degni dei piu' grandi matematici. Daremo un po' di spiegazioni e partiamo dall'ancora attuale motore della nostra societa' : gli idrocarburi.
Cara benzina mia…
Ebbene il prezzo di benzina, gasolio e gas in pochi mesi, o meglio dalla scorsa primavera, e' passato da un minimo ad un massimo storico. Il Diesel a quota 10,45 kn d'inizio agosto e' un prezzo al litro che non e' stato mai registrato . Era il 2009 quando supero' appena la soglia delle 10, 5 kn . Ma allora c'era una scusa piu' tangibile e si chiamava crisi finanziaria mondiale. Non parliamo della benzina. Dagli idrocarburi la spirale inflatoria, che il governo nega, e' passata agli altri comparti. Aumenta il prezzo del pane, in alcune panetterie si e' arriavati a ritocchi di 2 kn a filone, idem per gli altri prodotti nei supermercati. Biscotti, cioccolata, insaccati e conserve…la differenza si sente, anche se ancora nessuno ne parla. La Regione e' alle prese con una stagione turistica ambigua che ha mostrato il suo vero potenziale solo ad inizio agosto ed anche il fattore turismo gioca un ruolo di rilievo nella politica dei prezzi al dettaglio. Lo si puo' notare visitando le regioni meno sviluppate turisticamente del paese, dove i beni di prima e seconda necessita' hanno prezzi piu' sostenibili dal consumatore. Ebbene in Istria la popolazione e' anche ostaggio del proprio turismo. Se a cio' aggiungiamo che nei negozi appartenenti ad una stessa catena, i prezzi al dettaglio differiscono di alcune kune seppure il prodotto resti uguale, come consumatori ci sentiamo presi in giro. Non parliamo poi dei supermercati negli insediamenti turistici….Appena una volta in offerta, questi prezzi possono dirsi normali.
In offerta? Dio ci liberi…
I prezzi in offerta ci sono anche se oramai in molti supermercati si attuano le offerte solo sugli scaffali. Una volta arrivati in cassa il prezzo agevolato come per miracolo sparisce e di questo ce ne accorgiamo solo a casa una volta alle prese con il conto della spesa. Una bella presa in giro, dato che la clientela nostrana ha l'abitudine di comperare i prodotti perche' sono in offerta, non perche' servono veramente. Una logica comune a molti di noi. Abbiamo parlato di pane e beni di prima necessita'. Qui' rientra la frutta, addirittura quella di casa come le mele che di colpo da 7-8 sono passate a 10 – 11 kune al kg. Nei supermercati non e' raro trovare le banane a 11 kn oppure lo yogurt semplice a 13 kn al kg. Una volta costava 9 o 10. Ed e' sui latticini che ci soffermeremo un po' di piu', dato che con il ripristino dell'imposta coercitiva sui loro imballaggi, produttori e distributori hanno rioperato una correzione all'insu' in favore della mezza kuna dedita al rimborso degli stessi imballaggi. Qui', pero' i conti non tornano piu' al consumatore. Con ritocchi dell'ammontare anche di due kune, la mezza kuna che torna nelle tasche del consumatore previa restituzione dell'imballaggio plastico, sembra quasi una presa in giro. Non dimentichiamo che l'imposta c'era anche una volta ed i prezzi sono stati ritoccati anche all'ora. Gli stessi, pero' non sono tornati alle posizioni di partenza quando l'imposta e' stata tolta la prima volta. Inoltre, con la scusa della stessa imposta abbiamo notato salire anche i prezzi dei latticini negli imballaggi piu' classici come il cartone o il carton - alluminio, piu' noto dalle nostre parti con il nome di ''tetrapak'', un materiale non soggetto a rimborso seppure merceologicamente piu' prezioso rispetto alla plastica p.e.t. per alimenti. E qui' ci si ripropone il quesito di sempre. Ma se per qualcuno tali aumenti che a volte toccano anche il 15%, sono normali, perche' non dovrebbe essere normale anche un eguale aumento di pensioni e paghe? Oramai e' sulla bocca di tutti. La pandemia ha frenato molti comparti industriali ed ora i produttori vogliono colmare le perdite avute durante il fermo. Tale conclusione, seppure molto laica, non e' poi tanto lontana dalla realta'.
di mr. Maurizio Rota