Barcolana 52 portata via dalla Bora: annullamento.

12.10.2020

Barcolana 52 portata via dalla Bora: annullamento.

Peccato… Meglio così.

Trieste - Barcolana, la sera prima: “Il rischio contagio o c’è, o non c’è: le regole valgono per tutti o per nessuno, è inutile che lo Stato faccia minacce di richiudere se i governi locali poi fanno finta che non esistano. E noi ci siamo sentiti anche dei deficienti a chiedere il rispetto del distanziamento e a girare con la mascherina cercando di evitare le masse di ragazzi dappertutto: non rispettano nessuna regola. Intendiamoci: non c’è il rischio e non c’è bisogno reale delle misure? Benissimo. Basta saperlo”. “Se vuole ammazzarci definitivamente, Fedriga ce lo dica. Questa decisione si poteva prendere giorni fa, ci saremmo preparati: dirlo così e chiudere i locali alle undici con la scusa della Movida, che non c’è, è una mazzata. Ha aspettato di essere costretto dal Prefetto: molto brutto. Non si fa così. Poi anche voi giornalisti potete andarvene via, ci fate solo del male: la Movida ve la andate a cercare a tutti i costi, non fate altro che creare panico. Con tutta questa Movida si è ammalato qualcuno, da luglio a oggi? Dai, scrivete questo”.

La Bora è scesa a cancellare, per quest’anno, tutto

Barcolana, una delle serate più belle di casa nostra, anche per i non appassionati di vela: forse la più bella. La regata che porta ogni anno il nome di Trieste nel mondo. Barcolana 52 bipolare: due posizioni, quelle d’apertura, fra le tante sentite dalle persone a cui abbiamo chiesto. Alle quali si possono aggiungere, quando l’ordinanza della Regione è arrivata, la delusione fortissima dei giovani che avrebbero voluto almeno un po’ di festa (l’ultima prima dell’inverno), i visitatori e i turisti (qualcuno è venuto, per fortuna) piuttosto spaesati di un Villaggio Barcolana che non c’era, con tanto di cicerone che raccontava, accompagnandoli, di come fosse stato bello e animato tutti gli anni prima. E poi le dirette video su Facebook della chiusura dei bar alle 23, che ‘danno una mano’ al commercio locale e ai locali pubblici (forse non è la strada giusta, soprattutto perché non c’era molto da far vedere), e la questione dei tamponi fatti agli equipaggi, ma solo a quelli sopra un certo numero di componenti, finendo per penalizzare alcuni regatanti (epidemiologicamente, che senso ha?). E tante altre dichiarazioni e contraddizioni, tutte sullo sfondo di uno scenario italiano surreale con Zingaretti che parla di ‘mascherine H24’ e i gilet che negano l’esistenza del virus, ancora una volta dominato dalla politica, e l’organizzazione della regata triestina è abbastanza di sinistra e il governo locale del Friuli Venezia Giulia abbastanza di destra. Ma per Trieste e per la Regione, le differenze si sono sempre superate, in un modo o nell’altro, e non per fortuna ma perché il governo del Comune, a Trieste, e del Friuli Venezia Giulia rispetto ad altri di punti ne segnano tanti, e con imprenditori e organizzatori si riesce anche a prender buon vento assieme. La Bora è scesa a cancellare, per quest’anno, tutto: la Coppa d’autunno 52 dell’11 ottobre 2020 non si assegnerà, evento annullato proprio a causa del vento che di Trieste è il cuore, oltre che della pioggia battente e del freddo. Guardare la regata dal Carso, tradizione di sempre, con 10 gradi di temperatura e il parka addosso non sarebbe stato piacevole per i più. Meglio così, il tempo è brutto per davvero: ce ne stiamo a casa. E che la Bora si porti via tutte le polemiche e il loro ricordo; proporla comunque, la Barcolana, anche quest’anno in cui tutto è andato storto, è stato coraggioso e giusto. Ci rifaremo l’anno prossimo, quando di Covid e di ordinanze non si parlerà.

Fonte: Trieste All News