Ma che capolavoro…

25.09.2021

Ma che capolavoro…

Magari era meglio prima
Un lavoro modello…un capolavoro, o forse solo un lavoro del capo? Gira e rigira le parole, resta difficile precisare con esattezza se quello che e' stato perpetrato ai caratteristici moli a paranco di Bassania sia cosa buona o meno. A districarsi sull'argomento sono pure i locali. Secondo alcuni si tratta di un buon lavoro, secondo altri solo di un lavoro del capo…da iniziare da capo…appunto.
Un progetto annunciato in pompa magna
Se i salvorini parlano di pompa magna non alludono certo ad una pompa ''commestibile''. Le idee dei locali hanno un valido fondamento nel tempo, quando i loro nonni e bisnonni avevano iniziato la tradizione delle ''grue'', ovvero dei moli dove le barche venivano issate. Ricorderemo anche noi le vecchie cartoline di Salvore con i suddetti paranchi. Ebbene, dopo che il municipio ed il museo umaghesi si sono fatti portatori in pompa magna del progetto di recupero delle ''grue'', con tanto di campagna pubblicitaria annessa come da tradizione dell'amministrazione municipale, le grue ci sono ancora, i moli un po' meno.
Ma quanto sono delicati questi giornalisti! Vedono anche quello che non c'e'?
Piu' di 400.000 Kn devolute ai fini della salvaguardia della tradizione, uno sbeffeggiarsi dell'Ufficio regionale ai beni culturali che durante i primi lavori non aveva ancora elargito i necessari permessi, un obbrobrio accorso in fase di completamento del primo molo ed ecco spiegato il tutto in breve. Invece di restituire le caratteristiche sembianze al primo dei moli ricostruiti, lo stesso e' stato trasformato in un cubo di cemento. Cento anni fa si usavano le pietre locali ed il calcestruzzo. Che il cubo cementifero sia una sorta di tradizione? In barba alla tradizione, ma sempre a suon di quattrini pubblici, si sono sistemate le fessure per i pali. Anche le fessure non ottemperano alla tradizione dei paranchi, risultando in posizione poco idonea al sollevamento dei natanti che in fase di alzata o calata sarebbero troppo vicini alla banchina del molo. Cento anni fa le barche venivano alzate per preservarle dal mare grosso, ora invece, nel caso vengano issate, si danneggiano anche con il mare calmo.
Tutta colpa dell'alta marea…
Ed eccoci alla ciliegina finale…ovvero all'apoteosi che ha portato architetti e ingegneri, sempre a suon di quattrini pubblici, a scordarsi del buon vecchio metro di misura. Proprio quello che sta in ogni tasca. Ce lo avete a casa anche voi? Ebbene durante l'alta marea il tradizionale ''cubo'' di cemento, orgoglio della tradizione locale e di chi lo ha voluto, fa acqua. E non in qualita' di metafora, ma proprio di fatto. L'alta marea, infatti, lo ricopre facilmente rendendo il moderno capolavoro, fatto sempre a suon di quattrini pubblici e annunciato sempre in pompa …che se magna…, praticamente inutilizzabile senza gli stivali di gomma. Ma forse gli ingegneri lo hanno progettato solo per la stagione estiva. Infatti e' stato completato in primavera! La colpa comunque e' indubbiamente dell'alta marea…senno' di chi? In questo nostro felice Paese non c'e' mai alcuno che risponda di un'acca! Ora, invece di portare il nome di molo delle ''grue'', potrebbe venir ribattezzato ''molo dei pediluvi''. Ah…si! Dimenticavamo…il molo accanto, costruito negli anni ’20 del secolo scorso, durante l'alta marea si erge ancora ad almeno 25 cm sopra al punto d'acqua massimo. Un dato che, in barba ai mutamenti climatici e all'innalzamento del livello del mare in qualita' di storielle moderne, ci porta a pensare che cento anni fa il metro misuratore doveva per forza esistere. Ma ora non vorremmo occuparci di fanta – archeologia, anche perche' la prossima domanda e' un'altra.
E gli altri moli? Aiuto!
Beh … un molo solo non fa tradizione. Ma siccome di moli ce n'e' piu' di uno, come nelle cartoline degli anni '70 quando eravamo piccoli e ci facevamo il bagno sopra, cosa succedera' agli altri rappresentanti della tradizione salvorina? Naturalmente saranno oggetto di recupero. Ed e' questo che preoccupa piu' di qualcuno eccetto l'Ufficio ai beni culturali della Regione con sede a Pola, che da marzo, per bocca della prof. Lorella Limoncin Toth, non si e' ancora espresso a questa redazione sul fatto compiuto dal municipio e dal museo umaghesi in qualita' di portatori del ''pompamagnoso '' progetto. Se, come visto finora, anche gli altri moli verranno trasformati in bare di cemento squadrato fini a se stessi e senza un vero appiglio con l' utilita' di una volta, speriamo almeno che i luminari autori di tali progetti si procurino anche un metro. Tornera' loro utile piu' volte e costa pure meno di 20 kn. In caso contrario ci sentiamo di dare un consiglio a tali signori. Quello di andare a fare un corso accelerato di marketing immobiliare sull'isola di Brazza (Brač). Come vuole, infatti, la taccagna tradizione sulla maggiore delle isole dalmate, i terreni in riva al mare si vendono solo ed esclusivamente in tempo di bassa marea…in tale caso il guadagno e' maggiore e l'alta marea non da' piu' fastidio.
di mr. Maurizio Rota