Progetto pilota

21.11.2021

Progetto pilota

Ma come ci entra qua il riciclabile?

Beh…a dire il vero non sono una novita'. Le belle campanone che stanno piano piano prendendo la via delle nostre vie e piazze con il vero nome di isole ecologiche interrate, oramai le conosciamo bene. Sappiamo trovarle, sappiamo quanto costa usarle, sappiamo anche sporcarle per bene sia di fuori che al di dentro, ma quello che ancora non sappiamo e' come farci entrare del materiale da riciclare un po' piu' consistente. Infatti, la loro parte piu' minuta, ovvero quella emersa a mo' di iceberg piu' picccola di 1/3 rispetto al volume interrato, non riesce ad ingurgitare materiale riciclabile di carta o plastica superiore ai 18 x 18 cm di grandezza a causa dell' esiguita' del becco. C'e' poi l' ammanco riguardante il coperchio di plastica, che non ne vuole sapere di rimanere aperto da solo, ma va sempre tenuto con una mano a causa dell' esiguita' del cordino metallico che lo frena.

Doti speciali

I complimenti agli usufruenti dei futuristici cassonetti urbani arrivano direttamente dalla municipalizzata ''6 maggio''. In questa S.R.L. sono infatti convinti che gli abitanti locali abbiano tutti delle doti speciali che si attivano all'atto dell' uso delle nuove oasi ecologiche : una per riuscire a tenere aperti i coperchi con la sola forza della mente e una seconda, anch' essa non terrena, volta all'utilizzo di ambo le mani di forbice per brandellare imballaggi e residui plastici o cartonati, facendo assumere loro consone dimensioni onde entrare  nell' interrato cassonetto. Nel caso gli abitanti dei rioni nostrani siano in grado di utilizzare potenziali raggi laser che escono dagli occhi finalizzati agli stessi risultati, ecco probabilmente trovata una seconda felice soluzione d'uso dei cassonetti. Lamentele sull'utilizzo dei cassonetti di ultima generazione ci sono giunte un po' da tutti i comuni serviti dalla ''6 maggio'' oltre che pure dalle autorita'comunali limitrofe. Strano… e dire che la ''6 maggio'' e' anche loro…

Diploma dell' Accademia Aeronautica

Ma i solerti pianificatori di Via Tribbie 2 hanno un loro preciso piano quando parliamo dell' arredo ecologico urbano volto allo smaltimento dei rifiuti comunali e delle materie riciclabili. La nuova organizzazione dell' asporto e del riciclo dei rifiuti solidi urbani reca la data del 2016, quando il progetto prese il nome di ''pilota''. Doveva infatti dare adito ad un nuovo corso di asporto delle ''scovazze'' su modello europeo. Il cambiamento c'e' stato, anche se i cittadini al giorno d' oggi sono concordi nel dire che il progetto pilota ha portato ad un aumento della bolletta oltre che ad una diminuzione del servizio offerto rispetto a prima...e non hanno tutti i torti. E pensare che l' iniziativa implementava anche l 'educazione delle giovani generazioni in fatto di riciclo con interventi nelle scuole, depliant, lezioni e appositi corsi. Un encomiabile impegno i cui risultati, speriamo, si vedranno in futuro. Quello che, invece, si vede al presente e' poco consolante, dato che il sottoscritto all' atto dello scatto delle fotografie, ha visto un bambino sui 12 anni buttare la classica immondizia nel primo campanone senza chisura a tessera e senza badare ad alcun riciclo. Speriamo che il futuro ci riservi scene migliori. Che il bambino non sia riuscito a far entrare il suo pattume nel giusto campanone? E' poco probabile, diciamo che e' tutto un fatto di cultura personale che ai giovani troppe volte manca, anche se le anguste feritoie dei campanoni hanno indubbiamente qualche colpa se l' immondizia resta fuori. E infine…perche' lo hanno  chiamato progetto pilota? Probabilmente perche', oltre ai superpoteri, per utilizzare correttamente i cassonetti ci vuole anche un diploma dell'accademia aeronautica.

 

di mr. Maurizio Rota